Le native ADV generano fino al 40% di clic in più: cosa ci aspettiamo?

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Native ADV: il futuro della pubblicità

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18/01/2017
Content marketing, Advertising, Marketing, Web marketing, Web

Qual è il futuro della pubblicità sul web?

Le vecchie inserzioni pubblicitarie sul web, ormai obsolete, stanno gradualmente lasciando il posto alle cosiddette native ADV, ovvero dei messaggi pubblicitari inseriti direttamente nel contesto e nei contenuti che l'utente internet sta visionando in quel momento al fine di catturarne l'attenzione, generando un interesse immediato e intenso verso di essi.

Un esempio di native ADV sono i promoted posts su Facebook, ovvero dei contenuti che il singolo utente vuole pubblicizzare, promuovere a pagamento, sul social network in modo da ottenere una pubblicità non invasiva.



Le statistiche infatti evidenziano che il primo dei motivi per cui le native ADV generano in media un 40% di clic in più rispetto alle altre tipologie di pubblicità online deriva proprio dal fatto che le stesse siano considerate "meno intrusive" in quanto rispettano il contesto nel quale sono inserite, andandone a diventare una parte integrante.

Altri motivi per cui le native ADV stanno rappresentando un vero e proprio successo commerciale sono il fatto che esse presentano in modo chiaro ed incisivo il marchio, non cozzando tra l'altro con la user experience dell'utente finale, soprattutto grazie al fatto che la loro integrazione all'interno dei contenuti è facilmente fruibile dai dispositivi mobile.

Si stima che entro il 2020 circa il 63% della pubblicità visualizzabile da dispositivi mobile sarà di carattere nativo, e che già dal prossimo anno oltre l'80% dei marchi deciderà di incrementare il budget dedicato in questo tipo di pubblicità.

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