Partiamo dall'inizio, anzi, dall'ABC!
Cosa significa comunicare? Molti di noi ricorderanno, sicuramente, la definizione accademica del processo comunicativo:

"La comunicazione è strutturata come una catena.
Il primo anello, elemento chiave di emissione del messaggio, è l’ emittente , il quale, attraverso un canale di emissione, invia il corpo della conversazione, il messaggio , che a sua volta contiene un referente , o argomento ed è strutturato secondo un codice. Infine, attraverso un canale di ricezione, il ricevente , recepisce il messaggio inviato dall’emittente."


Comunicare deriva dal latino communis agere, ovvero mettere in comune, condividere. Obiettivo della comunicazione è la condivisione di informazioni tra soggetti per mezzo della parola scritta o parlata, di gesti, immagini e suoni.
É condivisione di idee, di compiti e di informazioni.

Pertanto comunicare è interagire con gli altri.

L'obiettivo della comunicazione, come abbiamo appena visto, è appunto la condivisione: affinchè si possa parlare di condivisione, naturalmente, il destinatario della comunicazione deve fare qualcosa. Ed è proprio questo qualcosa il risultato di ogni comunicazione. L'obiettivo è pertanto ottenere una reazione o influenzare un comportamento, non è trasmettere un messaggio o dire, semplicemente, delle cose.

La comunicazione è il risutato ottenuto, non il contenuto trasmesso. 
Quando il risultato ottenuto è conforme all'obiettivo prefissato, allora si può parlare di comunicazione efficace.

Ed è proprio nella comunicazione interpersonale, nel linguaggio parlato, che questo aspetto si comprende ancora meglio. Di sicuro è capitato a tutti di intavolare delle discussioni con altre persone senza riuscire a venirne a capo; discussioni inutili, perchè "non ci si capisce", ovvero, non si condividono le stesse argomentazioni. Ma in questi casi, di chi è la colpa? Per molti la responsabilità è di chi trasmette il messaggio, perchè lo fa nel modo sbagliato, utilizzando un linguaggio non consono, un tono sbagliato ecc.
In realtà buona parte della colpa è anche del destinatario, che magari non ha prestato sufficente attenzione alle parole del suo interlocutore...
 
Se è vero che chi gioca a palla impara a lanciarla e riceverla, nell’uso della parola, invece, il saperla accogliere bene precede il pronunciarla.
 
Plutarco (48 - 127)
L'arte di ascoltare
Uno dei problemi più gravi e frequenti in fatto di comunicazione è una scadente capacità di ascolto. Un processo di comunicazione efficace significa anche saper ascoltare i problemi, le richieste e le idee degli altri.

La qualità del nostro ascolto determina la nostra efficacia comunicativa.



Quali sono i comportamenti tipici del "chi non ascolta"?
Cosa si può fare per migliorare la propria tecnica di ascolto?

Gli dei hanno dato agli uomini due orecchie e una bocca, per poter ascoltare il doppio e parlare la metà.


E voi pensate di aver capito?
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