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Database esterni: CPM, CPL, CPA

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10/03/2015
Web marketing, Social media, Content marketing, email Marketing, content curation

Tra le opportunità di lead generation (ovvero strumenti per generare e acquisire nuovi contatti) a disposizione troviamo, fra le più utilizzate, l’invio di email su database esterni. Questa tecnica prende il nome di DEM: Direct Email Marketing.

Ricordo che è fondamentale, anzi, obbligatorio, verificare che i destinatari delle email abbiano lasciato il proprio consenso alla ricezione di comunicazioni da parte di terzi. Verificate sempre questo aspetto: scrivere a indirizzi per cui non si ha il consenso è illegale.

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Ma andiamo ora ad analizzare alcuni degli acronimi più utilizzati nel web marketing e di cui avrete sicuramente sentito parlare.

Campagne CPM: Cost Per Mille

Sono campagne in cui si tratta il prezzo di pacchetti di 1000 invii (nel caso di DEM) o Impression, ovvero visualizzazioni (nel caso di banner).
Lavorando sul CPM sono fondamentali una corretta definizione del target, e una chiara segmentazione dei destinatari.
Il consiglio è quello di evitare comunicazioni generiche, cercando, piuttosto, di fornire quante più informazioni possibili ai destinatari. Cerchiamo di esplicitare l’obiettivo del messaggio: vogliamo che l’utente si iscriva a un corso? Scarichi un documento? Acquisti un prodotto? Bene! Diciamoglielo in maniera trasparente e palese. Dimostreremo di non avere nulla da nascondere e acquisiremo sicuramente maggior fiducia.
I risultati di queste campagne non vanno mai analizzati nell’immediato, ma bisogna avere un po’ di pazienza. Molti utenti vedranno le nostre comunicazioni, ma il loro clic potrebbe non arrivare subito: pertanto teniamo in considerazione l’onda lunga dei risultati.

Le campagne DEM

Campagne CPL: Cost Per Lead

Queste tipologie di campagne prevedono il pagamento unicamente a fronte della compilazione di un form. Pertanto il costo varia per il numero dei lead (contatti) acquisiti e la loro tipologia.
Sulle campagne CPL influiscono tre fattori importanti sia in termini di costo che di risultati:
  • incentivi che si danno agli utenti (es. free download, sconti ecc)
  • semplicità del form (chiedere nome e email è diverso che cercare di ottenere una anagrafica completa)
  • chiarezza della call to action (come già visto per le campagne CPM)
La loro efficacia aumenta nel B2C, dove diventa più semplice l'interazione con quello che è il diretto consumatore.

Campagne CPA: Cost Per Action o Acquisition

Si tratta di campagne per le quali si paga un costo per singolo utente che ha effettuato una specifica azione dopo aver cliccato su un banner o una DEM.
Ad esempio l'utente potrebbe essersi pre registrato a un evento, oppure aver compilato un form per poter scaricare del materiale specifico a oltro.

Campagne CPS: Cost per Sale

Questo tipo di campagne, come le precedenti, comportano costi molto elevati, ma consentono all'inserzionista di avere la garanzia dell'effettivo acquisto di un bene o di un servizio da parte degli utenti. 

CPA e CPS sono evidentemente meno diffuse, soprattutto nel nostro paese. Funzionano tuttavia molto bene nel caso di promozioni di prodotti / servizi molto conosciuti, scontistiche particolari o brand estremamente noti.

E voi avete mai provato una di queste campagne?

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