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Instant articles. C'era una volta un social che si chiamava Facebook.

C’era una volta un social network che si chiamava Facebook.
Facebook si sta trasformando con una velocità impressionante. Al momento possiamo dire che il social di Zuckerberg è ANCHE un social.
Ma riveste anche il ruolo di concessionaria pubblicitaria e di distributore di contenuti.

È di pochi giorni fa l’accordo con 9 editori: New York Times, National Geographic, Guardian, NBC, Bild, Spiegel, BBC, Atlantic e Buzz Feed. Si chiama Instant Articles.

Come funziona?
Quando un utente posta un link a una notizia diffusa da questi editori, non sarà più necessario cliccare su un link e aspettare (otto secondi in media) di essere reindirizzati verso il contenuto richiesto, ma si potrà leggere o "guardare" la notizia direttamente all’interno di Facebook, con l’implementazione di contenuti aggiuntivi e risorse multimediali, disponibili soltanto per la fruizione tramite la piattaforma.

L’innovazione è finalizzata a migliorare la fruizione delle notizie soprattutto tramite smartphone, fruizione che, come sappiamo, diventa talvolta irritante a causa del suo schermo piccolo. Va detto che al momento la novità è solo per iPhone, ma a breve si estenderà anche agli altri dispositivi.

Il vantaggio economico è semplice: gli editori si terranno (così sembra) il 70% della pubblicità raccolta da Facebook sulle pagine dei loro articoli.

Dall’altra parte Instant Articles può rappresentare un salto di qualità per Facebook. Ogni contenuto sarà integrato all’interno della bacheca e così gli utenti rimarranno sempre più tempo sulla piattaforma.
Il confine tra la piattaforma e il resto del web diventerà sempre più labile. Già oggi c’è chi naviga solo per andare su Facebook. Figuriamoci se sul social blu potremo anche leggere le notizie.
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