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La politica che parla con i social

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02/11/2017
Social media

Social a destra e social a sinistra, social ovunque.
I social network hanno cambiato profondamente la modalità di comunicare; non più una comunicazione chiusa e formale, ma aperta, diretta e istantanea. Infatti, non passa giorno in cui le piattaforme social riportano scivoloni di un dato personaggio politico di turno, dal tweet sbagliato al post di Facebook.

Ricordate il tweet che fece tanto clamore di Gasparri, che presentava un congiuntivo errato!?


Questo tweet fu materia di studio e di ilarità per una settimana intera, ripreso da tutti i talk di politica e trasmissioni di satira, tanto che il capo della comunicazione di Gasparri fu costretto a dimettersi. Una carriera stroncata da un tweet.

Quasi tutto l’elettorato attivo italiano, si informa sui social, soprattutto su Facebook, per questo motivo molte volte l’uscita di un comunicato stampa nell’immediato che viene inviato alle varie redazioni, viene pubblicato su Facebook. Questo perché sui social, costantemente, viene fatta campagna elettorale implicita ed esplicita.

Il fatto che i politici abbiano una pagina Facebook, per esempio, permette loro di controbattere, di dichiarare, di opporsi, e questo tutti i giorni inviando un costante “bombardamento” mediatico del proprio messaggio. In questo modo, la politica ha la possibilità di avvicinarsi al proprio elettorato e di avvicinare chi invece si è allontanato. Usando un linguaggio più semplice con l’obiettivo di “umanizzare” la figura del politico, vicino ai bisogni del “suo” popolo.

Ovviamente, dietro ad ogni post, tweet, foto su instagram c’è una strategia, chiara e ben definita, studiata dal politico e dall’agenzia di comunicazione di turno che lo supporta insieme allo spin doctor.

Cosa dire? Come dire? Cosa indossare? Come gesticolare?
Partendo da queste premesse possiamo rinvenire al formato di “Matteo Risponde”: sfruttare le dirette Facebook per rispondere alle varie domande che gli venivano poste durante la messa in video.
Questo format, su piano strategico, ha avuto molto successo perché ha totalmente riformulato gli schemi della comunicazione istituzionale.
Renzi, c’è da dire, è vero che ha stravolto la modalità di comunicare, di porsi (ricordate il chiodo di pelle da Amici di Maria), ma ha preso spunto dal comunicatore, seppur discutibile la sua figura, più astuto (a detta degli studiosi) in materia di comunicazione politica: Silvio Berlusconi.

Fa ancora clamore la sua uscita in bandana e non perde colpi, in materia di visibilità comunicativa, il suo ultimo claim:


Questo accade in casa nostra, ma andando oltre oceano traviamo lui, l’inimitabile Barack Obama, con una comunicazione chiara, definita, strategica, umana e soprattutto convincente.

Il suo Yes, we can, e il video della campagna elettorale del 2008 per le primarie in New Hampshire ha completamente stravolto i piani della comunicazione politica, per una comunicazione a tutto tondo e non da palazzo che si adegua agli strumenti moderni: Facebook, Twitter soprattutto.
?

Questa influenza è decisiva per spiegare anche i cambiamenti della società, sempre più frenetica che chiede informazioni a tempi brevi.

E voi, che cosa ne pensate?

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