La prima regola è sempre quella di imparare ad ascoltare le ragioni altrui.

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Gestione conflitti sul posto di lavoro

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11/10/2016
Formazione

 

Gestire con intelligenza i conflitti sul posto di lavoro

Titolare di un'azienda o semplice dipendente, responsabile di un team o nuovo arrivato: a prescindere da quali siano le tue responsabilità sul posto di lavoro o la tua specifica posizione, dovrai sempre fare i conti con la necessità di coltivare rapporti umani improntati sulla comprensione e sulla collaborazione.

Per questo motivo, tra le tante capacità richieste a chi lavora a contatto con altre persone, vi è proprio quella di gestire i conflitti.

Le ragioni che possono provocare la nascita di un'incomprensione o di una discussione sul lavoro, infatti, sono numerose e complesse quanto la natura umana: sapervi fare fronte con rapidità ed efficacia rappresenta lo strumento più importante per garantire un ambiente lavorativo salubre, sereno e più produttivo.


Ecco cinque trucchi per gestire con intelligenza i conflitti sul posto di lavoro.

1) Non ignorare il problema
Non sempre la strategia migliore è quella di fare finta di nulla.
Problemi ignorati a lungo, infatti, potrebbero nutrire in via sotterranea risentimenti e conflitti, fino a renderli troppo grandi per essere gestiti con efficacia.
Il posto di lavoro è un luogo in cui molte persone, spesso profondamente diverse, sono costrette quotidianamente a mettersi in gioco ed esporre se stesse, le proprie conoscenze e le proprie convinzioni.
Per questo, è inevitabile che le diverse posizioni possano generare con facilità incomprensioni e malintesi: non sottovalutare questo aspetto fisiologico della convivenza. Piuttosto sii preparato ad affrontare ogni divergenza con il dialogo, come un naturale processo di assestamento delle relazioni umane.
Il segreto? Quello di lasciare spazio al dibattito, senza però concedergliene troppo.
Ogni conflitto non dovrà essere ignorato, ma dovrà trovare una soluzione entro un tempo determinato.


2) Assumiti le tue responsabilità
Il primo passo nella risoluzione di un conflitto, subito dopo averne riconosciuto l'esistenza, è quello di capire quali siano le proprie responsabilità personali.
Se il problema esiste davvero, chiediti in che modo il tuo comportamento o le tue parole hanno contribuito a generare il malinteso.
Un'ottima mossa in questa circostanza, ancora prima di indugiare nell'autoanalisi, è quella di chiedere spiegazioni alla controparte.
Una domanda posta in modo aperto e gentile, con sincero interesse verso la risposta, saprà aprire una porta alla ricerca di una soluzione concreta.


3) Usa discrezione
Se il conflitto è nato tra poche persone, perché renderlo di pubblico dominio? Ogni chiarimento e ogni richiesta dovranno essere fatte di persona e in un luogo al riparo dall'attenzione di chi non ne è coinvolto.
Essere esposti inutilmente all'altrui giudizio non avrebbe altro effetto che peggiorare l'entità del problema. Per lo stesso motivo, oltre che per non mancare di rispetto al tuo interlocutore, tieni sotto controllo il volume della voce mentre parli.


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4) Ascolta con attenzione le ragioni altrui
Non può esistere alcun dialogo, se non sei disposto ad ascoltare davvero le ragioni del tuo interlocutore.
Prima di rispondere, quindi, assicurati di aver ascoltato con attenzione la posizione di chi ti sta davanti e di averla capita a fondo.
Se qualcosa non ti è chiara, chiedi con gentilezza spiegazioni prima di saltare alle conclusioni: si tratta di semplici regole di buona educazione, che possono però facilmente essere dimenticate a causa della carica emotiva che ci investe durante un conflitto.


5) Trova una soluzione
Il fine ultimo della gestione di un conflitto è quello di trovare una soluzione, umana e lavorativa, che sia il più possibile soddisfacente per tutte le parti in causa.
Un atteggiamento costruttivo ricorderà anche ai tuoi interlocutori che siete una squadra e che vi trovate riuniti nello stesso luogo per la stessa ragione: svolgere al meglio il vostro lavoro.
Definisci con chiarezza questo obiettivo per spostare il focus del discorso dalle persone al problema oggettivo e non sottovalutare, in alcuni casi, il grande potere della parola "scusa".

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