Si vende di più con un ossimoro o con un climax?

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Figura retorica. Guida all'utilizzo per chi scrive sul web

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17/05/2017
Arte, Web

Figura retorica significato

La figura retorica è un accorgimento o artificio espressivo che permette di variare il proprio codice linguistico, amplificando e arricchendo il linguaggio in modo molto incisivo, al fine di coinvolgere il lettore creando in lui una particolare reazione emotiva.

Conosciuta fin dai tempi di Cicerone che se ne serviva abbondantemente, definendola addirittura come "luce, colore e arricchimento del linguaggio", è da sempre stata oggetto di controversie in quanto, come in più occasioni dichiarato dallo studioso francese Ginnette, per sua stessa natura, provoca "una certa distanza fra segno e senso", creando uno "spazio interno al linguaggio" che è possibile interpretare arbitrariamente.

Le figure retoriche appartengono a un modo di esprimersi creativo e sono caratterizzate da un uso fantasioso della lingua.
Utilizzate per il loro valore estetico, prevalentemente in poesia, letteratura e narrativa, sono invece da sempre state messe in disparte come modo espressivo nel linguaggio accademico e scientifico.
Poiché ogni ambito è caratterizzato dal proprio codice comunicativo, è chiaro che per spiegare qualcosa di univoco e inconfutabile, come la scienza o la matematica, sia assolutamente fuori luogo servirsi di artifici del linguaggio interpretabili a propria discrezione.
  figura retorica

A cosa serve la figura retorica?


La figura retorica non è solo un modo singolare di esprimersi per colorare il proprio linguaggio, per variarlo o renderlo più accattivante.
La retorica si basa sull'utilizzo di meccanismi inconsci, profondamente legati alla sfera dell'emotività ed è quindi capace di colpire il lettore in modo molto incisivo, trasferendo messaggi diversi da ciò che le singole parole utilizzate potrebbero o sembrerebbero comunicare.
Questa caratteristica molto importante della figura retorica, che la rende capace di portare un messaggio dritto al centro dell'emotività di chi legge, scavalcando e, di fatto, annullando i filtri del pensiero razionale, ne ha fatto il mezzo preferito del linguaggio persuasivo e di quello pubblicitario.
 


La figura retorica nel web

Il linguaggio tipico del web per molto tempo è stato esente da questo tipo di espressioni linguistiche.
L'idea di dover trasferire, attraverso la rete, concetti semplici e inequivocabili, con un codice espressivo chiaro, lineare e immediato e che non dessero l'impressione di voler trasmettere messaggi tendenziosi o di stile pubblicitario, ha fatto sì che le figure retoriche fossero usate di rado, anzi che il loro utilizzo fosse addirittura sconsigliato.
Oggi questo tipo di scelta espressiva si sta rivalutando in quanto, sebbene l'utilizzatore medio del mondo digitale sia caratterizzato da un "modus fruendi" tipicamente frettoloso, è anche vero che le figure retoriche sono una delle tecniche più efficaci per attirare l'attenzione del lettore. Certo vanno usate in maniera misurata, senza eccessi, e non con il mero scopo di abbellire il testo, bensì per trasmettere al discorso un'intensa carica emotiva che ne arricchisca il significato.
 

Scienza della retorica. le categorie

Proprio per la loro capacità di amplificare il senso di una parola, o di un concetto, la scienza della retorica ha suddiviso le figure retoriche in tre categorie:
1- Figure di pensiero o sintattiche: riguardano l'uso delle frasi o concetti (ad esempio l'antitesi).
2- Figure di parola o semantiche: riguardano i vocaboli (ad esempio l'ossimoro).
3- Figure di suono:  riguardano l'aspetto fonico delle parole (ad esempio la rima).

Ora, le figure retoriche sono tendenzialmente divise in quattro grandi gruppi, ognuno dei quali comprende, al suo interno, i tre precedenti:
1- Ripetizione.
2- Contrapposizione.
3- Sostituzione.
4- Coesistenza di più significati.
 

Figura retorica esempi

Figura retorica Ossimoro

Una tipica figura retorica di parola, basata sulla contrapposizione, è l'Ossimoro (dal greco oksýs=acuto+ morós=stolto) caratterizzata dall'accostamento paradossale di due termini antitetici o di due parole di significato opposto (ad esempio "musica silenziosa", "distante abbraccio", "sorriso tetro").
 


Figura retorica Antitesi

Una tipica figura retorica di pensiero basata sulla contrapposizione è l'Antitesi (dal greco antìthesis=contrapposizione) che si ottiene:
1) accostando concetti in netta contrapposizione fra loro (ad esempio "si fa in un attimo, dura una vita")
2) affiancando due modi opposti di esprimere lo stesso concetto, uno in positivo, uno in negativo (ad esempio "molto morbido, non rigido")
 

Figura retorica Climax


Il Climax (dal greco Klimaks=scala) è un esempio di figura retorica molto frequente.
Consiste nell'utilizzare frasi, sostantivi o aggettivi, disposti in ordine crescente, allo scopo di dare enfasi a termini o concetti (ad esempio "ti ho chiamato una due tre quattro volte!", "aveva un aspetto cupo, livido, tetro").
 

Figura retorica Sinestesia

Un altro esempio di figura retorica molto interessante e di sicuro effetto è la Sinestesia (dal greco syn=insieme+ aisthánestai=percepire) che consiste nell'accostare all'interno di un'unica immagine termini che richiamano le varie sfere sensoriali (ad esempio "un caldo arredamento dal sapore etnico", "il calore di un suono molto colorato").
Essendo diretta alla sfera sensoriale, questa figura retorica punta dritta all'emotività delle persone creando un grande effetto nell'immaginario di chi legge.
È utilissima se si vuole scrivere un testo di grande impatto, che catturi l'attenzione del lettore in maniera totale.
Più parole sensoriali si riusciranno ad includere nei concetti base che si vogliono trasmettere, più aumenterà l'efficacia del messaggio e del testo.

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