Ci sono film che nascono perché devono fare cassetta e ci sono film che nascono come storie d'amore.

In Montedoro c'è la storia d'amore di Antonello Faretta, regista potentino, per il borgo materano di Craco.
Una frana nel 1963, un alluvione nel 1972 e il terremoto dell’Ottanta hanno reso il borgo completamente disabitato.

Craco è diventato negli anni una location perfetta per l'allestimento di set cinematografici.
Tra questi ricordiamo La Passione di Cristo e Cristo si è fermato a Eboli.
Tanta roba! Ma in Montedoro la storia è diversa, perché il soggetto diventano proprio le persone che nelle case di quel paese ci abitavano.

La protagonista di Montedoro è una persona in carne ed ossa, che all’età di 4 anni, proprio in seguito alla frana del 1963, è stata data in adozione / venduta ad una famiglia di New York.
Faretta la incontra per caso, sette anni fa, proprio mentre questa è alla ricerca delle sue origini e della sua madre biologica.

Una storia intensa e commovente, già in concorso in diversi Festival Internazionali.

In questi giorni sta facendo il Tour delle Sale Italiane. Il film è lontano dai circuiti di distribuzione commerciale del cinema industriale.
Lo stesso Faretta lo definisce un film di comunità, un’esperienza di comunità.

È prevista proprio per martedì 3 maggio la rappresentazione torinese.
Ore 20 e 30 al Cinema Massimo.
>> Tutte le date del viaggio in Italia di Montedoro
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