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Tanti marketing, un solo marketing

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01/04/2015
Web marketing, Marketing, Content marketing, email Marketing, content curation, Formazione

Quante tipologie di marketing conoscete? 


Citando una definizione accademica:

per marketing si intende il complesso delle tecniche intese a porre merci e servizi a disposizione del consumatore e dell'utente in un dato mercato nel tempo, luogo e modo più adatti, ai costi più bassi per il consumatore e nello stesso tempo remunerativi per l’impresa.


Negli ultimi anni, grazie al proliferale della rete e della viralità, il marketing è stato splittato in una varietà di differenti declinazioni.
Analizziamone alcune e proviamo a fare un po' di chiarezza.

Marketing relazionale

Il marketing relazionale è quella branca del marketing che permette di accrescere il valore della relazione con il cliente attraverso la sua fidelizzazione.

Il marketing relazionale può essere descritto come la creazione, lo sviluppo, il mantenimento e l'ottimizzazione delle relazioni tra Clienti ed Azienda, basato sulla centralità del cliente. Rappresenta l'insieme dei processi di gestione della relazione con i clienti attraverso l'analisi delle sue informazioni. La relazione che viene stabilita tra i consumatori e l'azienda è una relazione one-to-one, un rapporto diretto tra il brand e il suo target.


Il marketing relazionale non analizza ampi segmenti di consumatori, ma tende a interessarsi a target molto precisi, cercando di creare un filo diretto tra l'azienda e ogni singolo consumatore attraverso molteplici canali: dalla comunicazione web a quella telefonica (call center), la relazione tende ad essere bilaterale e permette alle aziende di conoscere in maniera approfondita i propri interlocutori.

Gli esperti in marketing relazionale studiano tutte le possibilità per generare una relazione continuativa tra consumatore e marca e, tendenzialmente, coinvolgono il target in programmi a lunga scadenza che offrono benefici immediati e senso di appartenenza ed esclusività che lega al brand. Ciò avviene attraverso la creazione di "Club", programmi di caring, raccolte punti, concorsi a premio, member gets members, oppure attraverso benefit mirati o programmi di collection, intesi come accumulo di sconti restituiti al titolare in via posticipata o tradotti in buoni sconto o altro.

Marketing emozionale / esperienziale

La teoria del marketing emozionale o esperienziale è da attribuirsi al professore della Columbia University Bernd. H. Schmitt, che lo identifica come un’esperienza memorabile che il cliente deve sperimentare, e tale da superare le sue aspettative.
Il segreto sta nell’anticipare i desideri del cliente e soddisfarli, ma soprattutto fare in modo che l’intensa esperienza sensoriale consolidi il legame personale tra cliente e azienda, ai fini della fidelizzazione.
L’obiettivo della strategia di marketing è, in questo caso, individuare quale tipo di esperienza valorizzerà al meglio il prodotto. Schmitt ha inoltre individuato 5 tipi di esperienza, denominati SEMs o Strategic Esperential Modules:
  • Sense experience, che coinvolge la percezione sensoriale;
  • Feel experience, che coinvolge sentimenti ed emozioni;
  • Think experience, creative e cognitive;
  • Act experience, che coinvolge la fisicità;
  • Relate experience, risultanti dal porsi in relazione con un gruppo.
Questi tipi di esperienza possono poi essere mixati tra loro, per ottenere un’esperienza davvero “memorabile”, a sua volta impostata secondo 4 direttrici:
  • Intrattenimento, attraverso il coinvolgimento dei 5 sensi;
  • Educativo, tramite partecipazione attiva;
  • Estetico, immersione nell ‘ evento senza modificarlo;
  • Di evasione, immersione nell ‘ evento con coinvolgimento attivo.

Email marketing

Rimando al nostro articolo su DEM e Email

Content Marketing

Rimando al nostro articolo:
"Content marketing: ovvero come imparare ad usare la cazzuola"

Marketing virale

Il marketing virale è un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere un messaggio a un numero elevato di utenti finali. La modalità di diffusione del messaggio segue un profilo tipico che presenta un andamento esponenziale.

È un'evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un'intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.




Marketing non convenzionale

Con marketing non convenzionale intendiamo quell’insieme di strategie promozionali che fa uso di tecniche di comunicazione "innovative" per presentare i prodotti e is servizi al pubblico in modo "alternativo".

L'evoluzione della società ha trasformato oltre che i processi culturali e quelli produttivi anche il modo in cui viene percepito il prodotto commerciale. I consumatori sono diventati parte integrante del processo di produzione e distribuzione di prodotti e servizi. Proprio in quest’ottica si sta sempre più spesso parlando di “consumattori”, o di "prosumer". Invece di interrompere i consumatori mentre sono impegnati nelle varie forme di intrattenimento o informazione, il marketing non convenzionale diventa a sua volta intrattenimento o informazione, in tal modo dovrebbe essere in grado di ottenere la completa attenzione da parte del pubblico.

Alcuni esempi di marketing non convenzionale possono essere un video divertente diffuso su YouTube, un prodotto impiegato all'interno di un videogioco, la creazione di situazioni bizzarre per ottenere la citazione del brand in un servizio giornalistico oppure l'inserimento peculiare della merce in punti strategici delle città.

Uno dei concetti fondamentali del marketing non convenzionale è il passaparola: è il pubblico stesso a diffondere la pubblicità, perché la trova particolarmente divertente, interessante o utile. Grazie al marketing non convenzionale, le aziende hanno a disposizione un sistema efficace per coinvolgere i consumatori.

Marketing conversazionale / buzz marketing

Il buzz marketing, detto anche marketing conversazionale è l’insieme di attività di marketing non convenzionale volte ad aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto o un servizio e, conseguentemente, ad accrescere la notorietà e la buona reputazione di una marca, ma anche degli stessi prodotti o servizi. Consiste nel dare alle persone un motivo per parlare di un prodotto, di un servizio, di un'iniziativa e nel facilitare le conversazioni attorno a tale oggetto.

Buzz è una parola onomatopeica, e richiama il ronzio delle api: il buzz marketing rappresenta quindi la possibilità di raggiungere nel minor tempo possibile quello che viene definito "sciame", cioè quel gruppo di utenti omogeneo per interessi rispetto a un tema o a una categoria di prodotti/servizi.

Buzz marketing è, dunque, la strategia di coloro che, consapevolmente o inconsapevolmente, gratis o a pagamento, utilizzano la rete per parlare e far parlare (o cercare di far parlare) di beni, aziende o brand.

Marketing tribale

Il marketing tribale (definizione di origine mediterranea) si basa sul bisogno dei consumatori di ristabilire un legame sociale comunitario. In un approccio tribale al consumo si tende a valorizzare prodotti o servizi che siano utili a soggetti consumatori, ma soprattutto che siano in grado di mettere in relazione più individui, più consumatori in una sola comunità dove ciascuno può dare contributi personali e investire le proprie energie.


Guerrilla marketing

Il termine Guerriglia marketing (dall'inglese/spagnolo Guerrilla Marketing) è stato utilizzato la prima volta nel 1984 dal pubblicitario statunitense Jay Conrad Levinson nel 1984. Con questo termine volle indicare una forma di promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso costo ottenuta attraverso l'utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull'immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali.

Il Guerrilla Marketing è un approccio sistematico al marketing dedicato alle Piccole e Medie Imprese.

Uno dei primi esempi di guerrilla marketing è stata la leggenda metropolitana messa in rete, e da lì lanciata dagli altri media, in cui si parlava di quattro cineasti scomparsi in una foresta del Maryland nel 1994, di cui sarebbero state ritrovate le riprese a distanza di anni; un sito web trattava del caso, e dopo poco uscì nei cinema il film The Blair Witch Project.

Voi conoscete altre declinazioni del marketing?

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