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Storytelling: risponde la scienza

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06/10/2015
Web, Web marketing, Social media, Facebook, Colore

Sono molti anni che sentiamo parlare di Storytelling e di quanto sia importante ai fini del Marketing.

In questo articolo voglio entrare nell'aspetto scientifico, parlando di cosa accade al nostro cervello quando qualcuno ci racconta una storia. Questo lascerà un tratto indelebile nel modo di vedere e considerare lo Storytelling.

Da migliaia di anni, fin da quando i nostri antenati iniziarono a dipingere i primi tratti umani e animali sui muri delle caverne, raccontare storie è stato uno dei principali metodi per comunicare e tramandare eventi, accadimenti, pensieri e costumi.


Lo Storytelling è comunicazione. E' parte di noi e ci accompagna fin dalla nascita.

Il cervello reagisce attivamente alle storie!
Le storie ci attirano, rapiscono la nostra mente. Sia che ci vengano raccontate sotto forma di libro, di film, di videoclip musicale o al telefono da un amico. Ma perché ci sentiamo così legati alle storie? E perché veniamo colpiti emotivamente da esse?

In realtà è un fatto abbastanza semplice. Vediamo le differenze e lo scopriremo:
 

ASCOLTO DI UNA STORIA EMOZIONALE

In questo caso, oltre ad attivare le aree di processamento delle parole in significato, attiviamo anche aree che servono a processare le esperienze di eventi e accadimenti (quelle dell'apprendimento).
 
Se qualcuno ci parla di quanto era buono il piatto di Linguine al pesto che ha mangiato ieri sera al ristorante, attiva subito la nostra corteccia sensoriale, ed involontariamente è come se noi partecipassimo emotivamente a quello che ci viene raccontato (più amiamo le Linguine al pesto, più sarà forte il nostro coinvolgimento).
 

ASCOLTO DI UN ARGOMENTO MOSTRATO SU POWER POINT

Quante volte ci è successo di annoiarci mentre qualcuno ci mostrava una Presentazione Power Point? Eppure ci stavano raccontando qualcosa di cui pensavamo essere interessati. La scienza ci viene in aiuto spiegandoci che: quando ascoltiamo un oratore che non racconta una storia ma elenca dei punti o argomenti senza dare un senso emotivo al tema che sta esponendo, nel nostro cervello si attivano solo due precise aree chiamate Area di Broca e Area di Wernicke (aree che processano le parole in significato). Nient'altro.
 

L'EVOLUZIONE HA CREATO UN LINK DIRETTO CON LO STORYTELLING

Quando ascoltiamo una storia: più elementi ascoltati riconduciamo a nostre esperienze dirette e maggiore sarà il numero di concetti compresi e ricordati. Nel momento in cui la nostra mente cerca dei link ad esperienze conosciute/vissute, attiva una parte chiamata Insula, legata agli istinti primordiali di gioia, amore, tristezza, paura, rabbia. 
 
L'immagine qui di seguito descrive bene questo concetto:
 
 
 

UNA STORIA CAMBIA IL NOSTRO MODO DI PENSARE

Ti sarà successo che un amico ti abbia raccontato una storia riguardo un accadimento e che il giorno dopo tu l'abbia raccontata ad altri amici. Ti sarai accorto anche che più questa storia ti appassiona, più tale accadimento diventa parte di te mentre lo racconti (quasi come se fosse accaduto proprio a te; te lo immagini, lo visualizzi mentalmente).
 

SCRIPTA MANENT

Il tratto di una penna su un foglio è indelebile, una volta scritto rimarrà per sempre. Avevano ragione i latini nel considerare le parole volatili e lo scritto permanente. Accade così anche nel nostro cervello. Nello specifico, è più facile ricordare qualcosa:
C1) se scritto di nostro pugno
C2) se visualizzato attraverso immagini o video (le immagini sono tratti disegnati/scritti)

LA FORZA DELLE IMMAGINI

Sappiamo bene come un'immagine riesca a far percepire più velocemente i concetti che vogliamo comunicare rispetto a quanto riesce a fare un testo scritto. Qualsiasi forma comunicativa diventa maggiormente efficace se utilizza immagini e/o video al suo interno (ad es. brochure pubblicitarie, presentazione in slide, pubblicità televisiva)

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