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Le grandi bufale online: i fake più condivisi sui social

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02/02/2016
Web marketing, Social media, Facebook

Il 2015 è stato un anno ricco di novità, alcune delle quali purtroppo negative. In ogni caso, i social network più famosi non hanno mancato di trasmetterle in modo virale, facendo giungere queste notizie ovunque, e ad una velocità possibile sono grazie ai media digitali. Ma Facebook e i suoi fratelli sono noti anche per essere il canale attraverso cui si diffondono notizie false e incredibili bufale: e non sono pochi gli utenti che le reputano vere e le diffondono a loro volta, permettendo ai fake di raggiungere livelli di visibilità notevoli.

Di seguito le bufale più condivise quest'anno sui social network.

Le bufale sulla tragedia al Bataclan

Dopo la triste strage al Bataclan di Parigi del 13 novembre, i social sono diventati il canale preferenziale attraverso cui diffondere ogni sorta di notizia riguardo agli attentati parigini, comprese le bufale. In particolare una foto ritraente la band degli Eagles of Death Metal all'interno del teatro, scattata da un presunto membro della band: un fake, dato che si trattava di un'immagine risalente al concerto all'Olympia di Dublino. Nelle ore successive agli attentati s'è diffusa anche un'altra foto, ritraente una Parigi spettrale e completamente deserta: si trattava di un fotomontaggio realizzato anni prima dalla Silent World.

Elvis Presley e Adolf Hitler: a volte ritornano

Elvis

Le bufale sulle morti dei vip e dei personaggi storici sono senza dubbio quelle più diffuse. Non ha fatto eccezione, ovviamente, Elvis Presley: secondo una notizia lanciata dall'Empire News, infatti, le autorità avrebbero individuato nel corpo di un senzatetto morto nel gennaio del 2014 il DNA del compianto re del rock. Si trattava di un fake. Lo stesso è capitato ad Adolf Hitler: stando alle teorie lanciate da Simoni Dias, il dittatore nazista sarebbe morto in Brasile all'età di 95 anni. A 'provare' questa tesi, ancora una volta, il test del DNA. Una bufala clamorosa in cui son cascate anche testate giornalistiche molto importanti, come ad esempio RaiNews.

L'eccessiva generosità di Mark Zuckerberg

Mark e l'eccessiva generosità


Una delle tante bufale diffusasi su Facebook ha colpito persino il suo noto fondatore, Mark Zuckerberg. Secondo una notizia che ha fatto velocemente il giro delle bacheche del social, Mark aveva deciso di donare in beneficenza il 99% delle suo quote societarie, di cui il 10% (4,5 miliardi di dollari) sarebbe stata regalata agli utenti iscritti a Facebook. Nonostante la palese inconsistenza della notizia, sono stati in tantissimi a cascarci.

Le arance libiche ed il virus HIV

Arance e bufale
Quando si tratta di alimentazione e di salute, sono davvero in pochi a scherzarci sopra. Qualcuno, però, ha deciso di sfruttare le ansie della popolazione in merito a questi temi per diffondere una bufala clamorosa: le arance provenienti dalla Libia sarebbero infette dal virus HIV. Uno scherzo di pessimo gusto che ha inutilmente allarmato migliaia di persone.

I selfie di Abdou Diouf



Forse una delle bufale meglio riuscite del 2015. Il giovane Abdou Diouf, emigrante senegalese diretto verso la Spagna, ha creato un account Instagram e pubblicato una serie di selfie che lo ritraevano durante il suo viaggio. La commozione e la condivisione di molti utenti è stata inutile: era una bufala architettata da un concorso fotografico spagnolo.

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