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La ricerca online: è davvero così importante?

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01/10/2015
Google, SEO, Web marketing

La SEO (Search Engine Optimization) viene spesso ritenuta la componente più tecnica del web marketing, in quanto fornisce un  valido aiuto nella promozione dei siti e, al tempo stesso, richiede una conoscenza tecnica degli strumenti di sviluppo web (html , css, php ecc). In linea generale la SEO può definirsi come una attività di ottimizzazione delle pagine web o di interi siti, finalizzata a renderli più search engine friendly, attribuendo loro posizioni più alte nei risultati delle ricerche organiche (SERP). Naturalmente perché i numeri diventino interessanti, sia a livello di visualizzazioni che di popolarità nel web, è necessario non lasciare da sola l’attività SEO, ma affiancarla ad altri strumenti di web marketing (DEM, ADV, content ecc).

Il web, lo sappiamo, è in continua evoluzione. Trovare le informazioni che ci servono in maniera rapida ed efficace rappresenta un requisito fondamentale. In rete circola una quantità di informazioni incredibile, tant’è che si parla di sovraccarico informativo, queste sono in continua espansione, e assumono contenuti diversi: documenti, video, link, streaming, flussi audio. Per questa ragione i motori di ricerca stanno rivestendo sempre di più un ruolo cruciale: non tanto come strumenti di ricerca e organizzazione, ma quanto veri e propri fattori critici di successo di una azienda.

Inoltre, proprio grazie all’enorme e continuo flusso di informazioni circolanti, i motori di ricerca stanno divenendo strumenti di analisi del mercato, consentendo di individuare usi e costumi dei navigatori. Naturalmente per la SEO questi dati diventano fondamentali per comprendere le evoluzioni tecnologiche e analizzare come gli utenti utilizzino il web.

Secondo i dati elaborati da Nielsen/NetRating, sems.it, Com Score Network:

  • circa l’85% delle persone che navigano in rete utilizza i motori di ricerca per ottenere informazioni utili
  • circa l’87% delle ricerche effettuate soddisfa, almeno in parte, l’utilizzatore, che trova i risultati coerenti o, almeno, interessanti
  • circa il 44% delle persone che navigano in rete ritiene che l’uso dei motori di ricerca siti ad ottimizzare il proprio tempo

Sempre dalle statistiche di Com Score Network sul traffico generato dai i primi 25 motori di ricerca emerge che:

  • il 49% delle ricerche viene effettuato dal posto di lavoro
  • il 44% dal computer di casa
  • il 7% da università, scuole, enti formativi

WebTrends, dopo aver recentemente analizzato un campione di 300 PMI (di cui 50 italiane) ha rilevato che:

  • il 79% delle imprese analizza il traffico internet
  • solo il 30% sfrutta i dati per agire di conseguenza

Quando cerchiamo qualcosa su internet ci interessa ottenere informazioni pertinenti nel minor tempo possibile. Marco Maltraversi, nella sua guida avanzata al web marketing, ha classificato le query (ricerche) nel web in tre macrocategorie:

  • query navigazioni (25%): il bisogno è quello di raggiungere direttamente un certo sito. Ad esempio “ABC interactive”, Fiat
  • query informative (40%): si intende acquisire informazioni che ritengono presenti su una o più pagine web, L’obiettivo è quindi quello di apprendere qualcosa di nuovo
  • query transazionali (35%): sono finalizzate a svolgere determinate azioni (acquisti, fruizione di servizi, acquisizione file) attraverso il web. In questo caso gli utenti sono alla ricerca di risorse disponibili tramite le pagine web. Ad esempio “Download app gratis”

Naturalmente molte ricerche possono appartenere anche a più di una categoria, in base alle esigenze.

In linea di massima bisogna sempre tenere in considerazione il fatto che gli utenti costruiscono query poco precise. Ciò avviene prinicipalmente per 3 ragioni

  1. semplice pigrizia
  2. è che alcuni motori (come Google) forniscono anticipazioni predittive sul testo digitato
  3. l’utilizzo degli smartphone per navigare sta rivoluzionando il modo di cercare informazioni: se da un desktop si ricerca “pizzeria Torino zona santa Rita”, da mobile l’utente medio scrive solo “pizzeria”, o addirittura “pizza”.

L’analisi di cui sopra ha inoltre rilevato che:

  • l’85% degli utenti guarda solo la prima pagina dei risultati di ricerca
  • il 78% degli utenti non raffina le query dopo la prima ricerca
  • c’è la tendenza a spostarsi da una pagina all’altra seguendo dei link, piuttosto che a ripartire da un’altra pagina o a ripetere la ricerca.

Come si può facilmente comprendere da tutti i dati precedenti è fondamentale ragionare sul posizionamento del sito web e sull’analisi delle query che potrebbero portare nuove visite al nostro sito web.

E voi? Ci avete già pensato?

 

 

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