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La connessione emotiva

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09/11/2015
Advertising, Marketing, Social media, Web marketing

In passato, annunci divertenti, spiritosi e maliziosi hanno riempito le pagine delle riviste e dominato i nostri televisori. 

Incredibile come quei volti, immutati nel tempo, sembrano aver assunto un che di familiare: traffico infernale, auto e bus che si bloccano, suoni di clacson. Il vigile fischia: «Ma cosa fa con quell’arnese? Lei ostacola il traffico». E l’imbianchino: «Devo dipingere una parete grande, ci vuole il pennello grande».



Questo spot è solo un dei tanti “mitici” in voga negli anni Ottanta, che gioca sul doppio senso e diverte il consumatore che così facendo RICORDA.

C'è però stato un graduale spostamento nel corso degli ultimi anni, dalla satira alla pubblicità emozionale.

Rapidamente soprannominato "sadvertising" di Fast Company, la nuova tendenza della pubblicità mira a commuovere, costruendo una storia facilmente riconoscibile. 

Si tratta di marketers impegnati nella missione di rendere le persone tristi o stanno solo facendo un buon lavoro, creando un legame  emotivo con il proprio target di riferimento?

“Un forte legame emotivo che mette in relazione il vostro brand con il target di riferimento, può fare crescere notevolmente i volumi di vendita e  aumentare la fidelizzazione dei clienti, permettendo un ricarico fino al 200% in più rispetto alla concorrenza. I marchi sono sempre più costretti a scegliere tra due posizioni: marca di sconto con poca connessione emotiva e marca premium con un sacco di connessione emotiva " (Hiebing Jr & Cooper, Il Piano Di Marketing, 2005).

In molti credono che le decisioni di acquisto siano fatte consapevolmente e razionalmente. Tale assunto è in gran parte falso. A causa del tessuto sociale in cui siamo tutti inseriti, infatti,  "nessun essere umano è immune all'influenza delle proprie emozioni inconsce". Secondo gli psicologi congnitivisti  il 95 per cento di tutto il comportamento umano è inconscio "(Hiebing Jr, 2005).

Tale collegamento emotivo è ancora più forte se il prodotto o il servizio è dedicato alla donne, che controllano oltre l'80% degli acquisti negli Stati Uniti.

Una fra le strategie più curiose utilizzata per emozionare viene definita: “It’s Not About…, It’s About”

Come un detective, un marketer esperto, infatti,  guarda oltre la superficie razionale del prodotto/servizio per trovarne l’aspetto l'emotivo nascosto. Di seguito un esempio:
 
Product / Service It's not about It's about
Banking Rates Freedom
Community donations Guilt or helping others Acting on your beliefs
Convention center Meeting facilities Inspiring employees
Music creation software The latest technology Being an artist
Date rape prevention Right and wrong Punishment
Hotel / Resort Amenities, facilities, activities Connecting with loved ones
Micro-brewed beer Taste, price, quality Showing off your knowledge and taste
















Qual è, dunque, il punto di partenza per creare una connessione emotiva con il proprio target?

La risposta sta nelle DOMANDE!

Di seguito i sette interrogativi che il consumatore si pone (inconsciamente) quando recepisce un messaggio:
 
  1. Chi sta parlando? 
  2. Qual è il punto? 
  3. Quali sono le parole chiave?
  4. Perché dovrei preoccuparmi? 
  5. Perché dovrei crederti? 
  6. Come dovrei sentirmi?
  7. Cosa vuoi che faccia? 
Connessione emotiva

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