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La TV fa passare la febbre

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27/01/2015
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Io a dicembre non mi sono mai ammalato! 
Ho sbandierato questa frase con un tale orgoglio nel mese scorso, che mi sono ritrovato a trascorrere i giorni di Natale a letto con l'influenza. 
Primo problema da affrontare il 25 dicembre: abbassare la febbre.

La temperatura alta la si sconfigge con qualcosa che ha una bassa temperatura. McLuhan anni fa definì la TV il medium freddo per eccellenza, un medium cioè che richiede un alto grado di partecipazione da parte del pubblico.

Ed eccomi il giorno di Natale attaccato alla TV, come se questi fosse il farmaco che più di tutti avrebbe contribuito a farmi star meglio. E se è vero che l'influenza, a differenza della legge, è uguale per tutti, questo non vale per il decorso influenzale. Il decorso dell'ammalato Sky è infatti più sopportabile rispetto a quello di chi dispone del solo digitale terrestre. Magari un giorno si scoprirà persino che le giornate annue di mutua prese da un abbonato Sky sono più numerose della media.

Al di là di questa doverosa distinzione, devo dire che questi 3-4 giorni di full immersion televisiva (su digitale terrestre) mi hanno insegnato molto.
Ho scoperto che i film di Pupi Avati (trasmessi in buon numero nei giorni scorsi su Iris) sono veramente molto belli.

Ho scoperto che la vera preoccupazione degli Italiani non è la crisi economica e non è neppure lo scioglimento dei ghiacciai. La vera preoccupazione è lo scioglimento del muco. In ogni blocco pubblicitario su un qualsiasi canale almeno due spot riguardavano mucolitici. E qui immagino l'ingrato compito dei creativi pubblicitari, che hanno dovuto rappresentare il catarro nel modo più realistico possibile, perché c'è un prodotto da vendere, ma stando anche attenti al fatto che si devono far vedere catarro e muco a persone alle prese con le cene natalizie.

Ho scoperto che quando sei malato persino Marzullo ha il suo perché.
È proprio in un'intervista che questi ha realizzato a Forattini che ho capito molto della TV. Alla domanda se oggi la satira sia più libera rispetto ai decenni scorsi, Forattini ha risposto che è vero il contrario. Sulle prime ho pensato che stesse dicendo un'eresia.

Ma continuando nella mia full immersion televisiva mi risultava sempre più evidente una cosa: chi fa TV (presentatore, giornalista o semplice comparsa) è come se fosse contratto, fermo, paralizzato.

Il pensiero di chi appare in TV sembra essere: sono riuscito a finire dall'altra parte dello schermo e non sono così stupido da rovinare questa enorme visibilità dicendo quello che penso. La libertà che c'è altrove, la libertà di internet e dei social network ad esempio, a chi appare in TV sembra essere preclusa. Facciamo un piccolo esempio. Un politico che dice castronerie è generalmente sbeffeggiato dal popolo di internet in una misura pari alla dimensione della castroneria detta. In TV non è così. Sul piccolo schermo un politico può dire tranquillamente una falsità e, se è abbastanza potente, può ritrovarsi circondato da persone che annuiscono di fronte alla falsità appena detta.





Boicottiamo la TV! 

Almeno fino a quando non sarà veramente libera. Se proprio non ce la fate ad aspettare così tanto, attendete almeno le prossime elezioni del Presidente della Repubblica.

Nel mio piccolo qualcosa ho già fatto: ho atteso che l'influenza passasse, senza acquistare mucolitici.


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