La Linea di Cavandoli. Genialità, semplicità e ironia al servizio della pubblicità.

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La Linea di Cavandoli. La pubblicità ha bisogno di Semplicità e Ironia.

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21/02/2016
Advertising, Grafica

Celebre protagonista della pubblicità e della televisione fino ai giorni nostri, "La linea" di Osvaldo Cavandoli rappresenta con pieno merito un'espressione del genio che c'è nella nostra Italia.

La Linea è una sorta di cartone animato in cui il protagonista è un omino che percorre una linea infinita di cui egli stesso fa parte e da cui si sviluppa la sua figura.
Nacque nel 1969 da un'idea di Osvaldo Cavandoli, animatore lombardo che negli anni precedenti aveva lavorato in ambito cinematografico su questo settore.

Cavandoli creò questo personaggio con lo scopo di proporlo ad una delle aziende che si facevano pubblicità sul Carosello della Rai e trovò subito un interessato nella figura di Emilio Lagostina.
Lagostina, che gestiva l'omonima catena di pentole a pressione, era davvero legato a questa forma d'arte e non esitò ad accettare il progetto.

Cavandoli ideò 35 brevi film pubblicitari per la Lagostina e si servì del doppiaggio di Carlo Bonomi per dare una voce al suo personaggio.
Il successo del personaggio convinse Cavandoli a creare una serie che poi avrebbe avuto sviluppo autonomo da quello che era il mondo della pubblicità.

Dagli anni Settanta in poi, La Linea ha conosciuto uno sviluppo anche in termini di merchandising, e si è resa nota in tutto il mondo, soprattutto Stati Uniti e i Paesi scandinavi.


linea_cavandoli_lagostina?

La caratteristica fondamentale di questo personaggio e del cartone animato che è stato sviluppato intorno, è il fatto che c'è un'interazione continua con la mano del disegnatore.
L'omino si muove sulla linea in maniera disinvolta finché non trova sulla strada un ostacolo o qualcosa che vi è stato messo dalla mano del disegnatore e le sue reazioni sono le situazioni che generano la comicità del pubblico.

Non è difficile, anche in maniera distratta, aver assistito ad un breve sketch di questo personaggio ed essere rimasti incantati da quanto genio c'è in una cosa apparentemente così semplice.
La Linea, infatti, ha prima di tutto la peculiarità di essere strutturata in modo che praticamente non c'è mai fine al suo personaggio.
Dipende tutto dalla mano del disegnatore e quindi dalla sua fantasia, che decide quali elementi mettere sul cammino del personaggio per intrattenere il pubblico.

Il secondo elemento, che è stato fondamentale per il grande successo che ha avuto questo personaggio nel mondo, è il fatto che si esprime in un modo che è comprensibile a tutti, non solo dagli italiani.
Infatti, nonostante il doppiaggio di Bonomi che rende percepibile talvolta un accento lombardo ne La Linea, il modo con cui l'omino comunica con il disegnatore è onomatopeico e raramente si sente una parola precisa.
Ad inizio puntata la mano disegna l'omino come se per lui iniziasse la giornata. Da ciò esso passa a camminare sulla sua linea e, in base anche al colore dello sfondo, si intuisce com'è il suo umore e come affronterà le situazioni sul suo percorso. Il modo in cui viene fuori la comicità del personaggio è un suo tratto distintivo.

cavandoli_linea?

Cavandoli insegna che c'è sempre qualcosa di infantile in un uomo, anche per il milanese indaffarato degli anni Settanta, in cui la città lombarda era uno dei pilastri dell'economia.
L'omino, che è un adulto dato il modo di incedere con le mani dietro la schiena, affronta ogni ostacolo con la curiosità di un bambino e, altrettanto spesso, impreca in modo confuso in una lingua incomprensibile e allo stesso tempo interpretabile da tutti.
In questo modo La Linea non supera mai i limiti della volgarità e non fa mai intendere esplicitamente qualche riferimento alla politica o alla società. Purtroppo il genio Cavandoli è morto nel 2007 nella sua Milano, ma il suo personaggio vive ancora nelle varie forme di spettacolo, di arte e pubblicità che il nostro tempo propone.

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